Stimolazione cognitiva per la terza età

Di che cosa si tratta

Si tratta di un intervento non farmacologico, strategicamente orientato al benessere complessivo della persona. Consiste in una serie di incontri in cui vengono proposte attività finalizzate alla stimolazione delle funzioni cognitive e l’attivazione di meccanismi che possono contrastare l’invecchiamento, per potenziarle, mantenerle e contrarne il decadimento.

Perché è efficace

Durante l’invecchiamento occorrono numerosi cambiamenti a livello dell’organismo: alcuni di questi riguardano il cervello, rivelandosi in un possibile declino delle funzioni cognitive quali la memoria, l’attenzione e la flessibilità cognitiva. Ciononostante, è importante ricordare che invecchiamento non è sinonimo di patologia, in quanto questi cambiamenti sono da considerarsi normali fintanto che non impattano significativamente sulla capacità di portare a termine le attività della vita quotidiana e di mantenere una buona autonomia.

Per un invecchiamento di successo è fondamentale il ruolo dei cosiddetti fattori di protezione, che rallentano il declino cognitivo favorendo la plasticità cerebrale. L’esercizio mentale fa parte di questi fattori di protezione. Ecco allora in che modo le attività proposte nei percorsi di stimolazione cognitiva possono agire: attivare in modo specifico e strutturato particolari circuiti cerebrali più sensibili al cambiamento è efficace nel rafforzare le connessioni neuronali per far si che queste aree continuino a lavorare nel miglior modo possibile nel corso dell’invecchiamento.

Come si svolge

Un ciclo di stimolazione cognitiva dura circa 14 incontri di un’ora ciascuno, realizzati per due volte alla settimana. Le attività possono essere proposte in maniera individuale, oppure all’interno di piccoli gruppi di 6 persone che presentano profili cognitivi simili e per le quali gli obiettivi preposti sono simili. Prima dell’inizio delle attività si propongono alcuni test neuropsicologici che permettono di valutare il funzionamento di memoria, attenzione, velocità di elaborazione, linguaggio e funzioni esecutive. Questo è importante per avere una fotografia del profilo di funzionamento e orientare gli obiettivi dell’intervento. Tale valutazione viene riproposta anche al termine del ciclo di stimolazione cognitiva per misurare il cambiamento ottenuto grazie all’intervento.